Blog in sciopero contro il Decreto Alfano

Il giorno 14 luglio è stato indetto uno “sciopero” da parte dei blogger italiani per manifestare il dissenso verso la nuova normativa che è stata introdotta col Decreto Alfano e che impone una serie di nuovi obblighi in capo a chi diffonde notizie ed informazioni in rete, pur se non in veste professionale.

In particolare la norma più temuta pare essere quella che impone un obbligo di rettifica delle stesse notizie, qualora vi sia una richiesta in tal senso di chi, da esse, è descritto in comportamenti o atteggiamenti evidentemente, da lui, ritenuti non veritieri.

Non è minimamente mia intenzione addentrarmi in una dissertazione di carattere politico sull’opportunità di una norma di questo tipo, sulla sua effettiva portata ed efficacia (non dimentichiamo che la libertà di stampa è un diritto costituzionalmente garantito e il fatto che una norma del genere sia costituzionalmente adeguata è tutto da dimostrare, come tutta da dimostrare è la non verdicità di quanto affermato dal blogger oggetto della richiesta di rettifica).

Voglio semplicemente osservare un aspetto particolare della vicenda: l’utilizzo dello strumento sciopero.

La questione è questa: tu blogger comunichi, giusto? Quello che vuoi fare è affermare il tuo dissenso nei confronti di chi ti vuole “tappare la bocca” (tipo “oh si, luridi bastardi”), giusto?

Bene.

Ora io mi domando: siamo sicuri che scioperare, quindi decidere di non esprimersi, sia effettivamente la strada migliore per esprimere un concetto?

Ok, ok, sui blog che aderiranno sarà postata un’immagine come questa

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ma, sorvolando sulla sua orripilanza (vi prego togliete quell’ombreggiatura), cosa vi dice che questo sia lo strumento migliore?

Chi è il genio che ha deciso che per parlare e manifestare la propria indignazione, la cosa migliore da fare è stare zitti?

Chiunque sia – e, secondo me, può essere stato soltanto Berlusconi o Nanni Moretti – merita una laurea honirs causa in scienze della comunicazione.

Notare che lo slogan è: “questo blog alza la voce”.

C’è pure il megafono.

Serve per sbadigliarci dentro.

Roba da scriverci una tesi di laurea e poi passarla sottobanco ad Obama per le prossime presidenziali.

One thought on “Blog in sciopero contro il Decreto Alfano

  1. qualcosa mi dice che l’idea dello sciopero è dell’Angelino Alfano, ma non lo dice perché è una cosa troppo di sinistra!

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