The Stewardesses e il Porno 4D

Il nostro recente viaggio in California ci ha permesso di apprezzare nuove frontiere della cinematografia: dagli Universal Studios a Seaworld è tutto un fiorire di cinema 3D e 4D.

Quanto al primo, penso pochi dubbi per tutti: la visione si arricchisce della terza dimensione, la profondità. Indossando appositi occhialini, vedrete uscire dallo schermo i più disparati oggetti.

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Le pellicole realizzate specificamente per questo tipo di tecnologia sono, spesso, stracolme di scene realizzate esclusivamente per enfatizzare questo effetto: robe tipo Schwarzenegger che si gira puntando, proprio verso di voi, un fucile a canne lungo da qui a lì; o robe di esplosioni che riducono l’ambiente circostante ad un ammasso di schegge che fluttuano a mezz’aria, in mezzo alla sala del cinema.

Comprensibili americanate.

La quarta dimensione consiste, invece, nell’aggiunta di effetti “live”, come schizzi d’acqua o l’utilizzo di poltroncine “dinamiche” (quelle che vibrano e si muovono) – un minuto di silenzio in ricordo del cinema dinamico di Gardaland, prego.

Detto tutto questo, un’idea ci è balenata finché assistevamo a queste proiezioni: e se questa tecnologia fosse applicata al mondo del porno?

Il nascente fermento, sorto attorno alle produzioni 3D, è visto, da molti, come una delle poche risposte che i cinema possano offrire di fronte alla crisi di incassi, dovuta al (solito) fenomeno della pirateria e alla sempre minor attrattiva offerta dalla visione dei film, appunto, al cinema, in confronto alla sempre maggior qualità offerta dai sistemi home theatre.

In sostanza, il 3d è una figata e a casa non puoi fartelo: questo è un motivo che può spingere la gente a tornare nei cinema.

Il mondo del porno, come sapete tutti –  perché, sì, lo sapete tutti – é in crisi per colpa di internet.

O meglio, l’industria tradizionale del porno é in crisi, il mondo del porno in genere sta da Dio – questo, soprattutto, lo sapete tutti.

I cinema a luci rosse non esistono praticamente più – sull’argomento potete leggere un bel pezzo scritto dalla nostra amica Violetta Bellocchio su un Vice di qualche tempo fa e che trovate qui – e le idee su come risollevare questo tipo di business scarseggiano.

Ora, immaginate questo: invece di Arnold Schwarznegger, il protagonista del film è Rocco Siffredi che, invece di maneggiare un fucile a canne, maneggia ciò di cui la natura lo ha maggiormente dotato.

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Ecco, invece di puntarvi il fucile, vi punta un’altra cosa.

Un pene di dieci metri che esce dallo schermo.

Centinaia di uomini imparerebbero che significa essere lì, faccia a faccia con…Rocco e centinaia di donne potrebbero finalmente perdere le loro inibizioni più incrollabili, venendo conquistate dalla mastodontica visione.

Tette di enormi dimensioni travalicherebbero i confini dello schermo per riversarsi sulla platea, mentre bocche ansimanti spalancate trasformando l’esperienza in una sorta di “Siamo fatti così” per adulti.

Bene, l’idea è talmente sensata che non solo non siamo i soli, ad oggi, a sostenerla – pare che un film di produzione cinese sia in lavorazione e che pure Tarantino abbia indicato questa strada, come la direzione più interessante che il cinema porno possa assumere nei prossimi anni – ma, addirittura, il primo esperimento di un film di questo tipo risale al 1969!

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Si tratta del film The Stewardesses, trasmesso in quell’anno, per la prima volta, in alcune sale di San Francisco e di Los Angeles e che vanta il primato di essere l’unico film della storia della cinematografia ad essere stato cambiato e modificato, successivamente alla sua uscita e a proiezioni in corso: pare infatti che con i primi introiti ottenuti, numerose scene subirono un lavoro di re-editing.

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Perché non aggiungere, allora, qualcuno di quegli effetti che fanno si che una proiezione possa essere definita 4D?

La fantasia di sceneggiatori e tecnici degli effetti speciali potrebbe, a questo punto, sbizzarrirsi: poltrone che vibrano come una lavatrice durante la centrifuga, o che vi spingono avanti ed indietro come le lettrici avranno ben presente, il tutto mentre diffusori di odori, appositamente riprodotti, vi faranno sentire il profumo della pelle della protagonista.

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A giovarne sarebbe la dimensione ludica della pornografia, l’aspetto “entertainment”, imprimendo, magari, al settore, una direzione maggiormente generalista e di più facile gradimento anche per il genere femminile.

Basta che poi nessuna pretenda di fare confronti con Rocco.

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