Pubblivori 2009 – Day after

Bene, bravi, bis, ma alcune cose si possono migliorare.

homepage-2_02(sì, ancora questa foto, non ce ne sono altre)

1 – Il teatro degli Arcimboldi è un luogo magnifico.

C’é un però: non è un cinema.

E se io devo vedermi quattro ore di spot pubblicitari, l’idea di poterlo fare su uno schermo di dimensioni decenti e con un audio di qualità è certamente qualcosa che può aumentare l’attrattiva della serata.

Posto che praticamente l’intera platea era riservata ad addetti ai lavori (ai quali non ce la siamo sentita di accomunarci) e posto che lo schermo non aveva dimensioni particolarmente generose, dalla galleria l’impressione è stata quella di andare al cinema in parrocchia o di guardare la proiezione su di un 14 pollici.

Se si conta poi che alcuni spot erano di svariati anni fa, con la qualità video delle rispettive epoche, spesso di un livello non eccelso, l’aspetto “cinematografico” dell’esperienza è certamente migliorabile.

arcimboldi

2 – Ben più importante: se uno spettatore è alto più di un metro e un cazzo, letteralmente, fisicamente, non ha spazio a sufficienza per i propri arti inferiori.

Come prima: dato che non stiamo parlando di passarci dentro cinque minuti – le proiezioni sono iniziate alle 22 e, con 3 pause, continuavano fino alle ore 4 (chiedo, fin d’ora, venia per eventuali imprecisioni sulla descrizione di orari e questioni simili ma: mi sono addormentato durante il secondo blocco, assumendo il tutto, oggi, una dimensione onirica e surreale, e non sono rimasto fino al termine per “raggiunti limiti fisici” nell’esecuzione della prestazione) – , stiamo parlando di passarci dentro l’equivalente di un volo da Milano a New York, pregherei i signori organizzatori di valutare, nei prossimi anni, la possibilità di trasferire la manifestazione in un luogo in cui la Ryanair non stia conducendo degli esperimenti di resistenza avanzati: non voglio rendermi complice della creazione di una razza di subumani in grado di fare il giro del mondo in ginocchio sui ceci.

3 – La Notte dei Pubblivori nasce, in realtà, in Francia, con il nome di La Nuit des Publivores, grazie all’impegno di Jean Marie Bouriscot.

Comprensibile, dunque, come un’influenza francofona abbia aleggiato su tutta la serata.

Il punto è che, nel momento in cui tu, organizzatore, decidi di esportare una manifestazione, è opportuno che il pubblico sia messo nella condizione di sentirsi il più a suo agio possibile.

Questo include il fatto di inserire sottotitoli a tutti intellegibili al 100%: non è possibile vedere spot polacchi con (soltanto) i sottotitoli in francese!

Altrimenti l’effetto corazzata potemkin è dietro l’angolo.

One thought on “Pubblivori 2009 – Day after

  1. agli arcimboldi, apperò!
    io ci ero andata qualche anno fa, eravamo boh in tortona credo, zona superstudio più possibile? un posto enorme, bruttissimo, squallidissimo, però si stava comodi.

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