Bombolette nel culo

Milano.

Precisamente da queste parti.

Il complesso che vedete nelle fotografie è di nuova costruzione ed è, in parte, ancora in fase di completamento.

Gli edifici con finestre a specchio sono ancora disabitati e paiono essere stati costruiti con l’intento di essere destinati ad un utilizzo lavorativo e non abitativo.

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Chi ha scritto su questi muri, nella sua città, in una zona centrale, in un complesso non invasivo, che ben si adatta al panorama urbano circostante, che valorizza il parco che ad esso è di fronte, prima ancora che questo complesso sia completamente abitato, è semplicemente un coglione.

Questa non è arte, non è espressione o espressività, è sporco e merda.

I graffiti disegnati su questi edifici sono brutti ed inutili e manifestano uno dei più grandi problemi (a mio avviso) di Milano: la completa mancanza di rispetto per ciò che appartiene a tutti.

Ed il senso del bello è una di queste cose.

Chi vive Milano in questi anni sta assistendo ad una fase di palpabile cambiamento.

Le zone che stanno subendo progetti di riqualificazione sono innumerevoli e diverse parti della città stanno subendo un processo di trasformazione che le porterà ad essere luoghi migliori.

Assieme a questo percorso, un altro deve essere intrapreso nella testa delle persone:

è necessario cominciare ad amare il luogo in cui si vive.

A chi non comprende il significato di “comunità”, per quanto mi riguarda, le bombolette possono essere infilate, seduta stante, direttamente nel culo.

Nel frattempo, agli altri, non resta che girarsi dall’altra parte.

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12 thoughts on “Bombolette nel culo

  1. sottoscrivo.

    Se già i palazzi, al di là delle aperture interessanti, avevano un aspetto “medio” con quel falso-mattone alla Botta, ora fanno veramente ImbrattaMilano… profonda tristezza…

  2. “in un complesso non invasivo, che ben si adatta al panorama urbano circostante” mi sembra esagerato.
    Il complesso è una merda a prescindere.
    Non difendo i writers. Almeno non tutti.
    Il writing (da non confondere col vandalismo) rimane un fenomeno culturale. Puoi condividerlo o meno.

  3. uhmmm siamo sicuri che i lavori di completamento di questo complesso non siano stati messi in pausa da un po’? io i cantieri li ho sempre visti chiusi da reti di plastica arancione nella mia città, e non vengono tolti finchè tutte le unità non sono state vendute, anche se si tratta di aspettare anni.

    a parte ciò, in quella zona il cattivo gusto è totale; è nell’architettura e nel bombing. povera milano, povera italia.

  4. Quando sono passato io stavano lavorando all’interno dell’edificio nella parte che da su ripa ticinese.

  5. Pingback: Automobili nel culo « Not with those frames

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