Cosebelle Magazine out now – quattro chiacchiere con Cristiana

Qual è la vostra opinione sui magazine “femminili”?

La nostra amica Cristiana Rivellino Santella non era particolarmente soddisfatta di quanto offrisse il mercato ed ha così pensato di dare vita ad un blogazine in grado di appagare quella richiesta di contenuti proveniente dal pubblico femminile che nessuno pare voglia assecondare.

Cristiana ha così dato vita a Cosebelle Magazine.

Noi abbiamo deciso di fare una chiacchierata con lei per farci spiegare di che si tratti e per conoscere la sua opinione su un sacco di altre cose che ci siamo domandati quando abbiamo saputo di questo progetto.

Cristiana quando ti abbiamo chiesto cosa riguardasse questo progetto ci hai detto (citiamo letteralmente): “è un blogazine fatto dalle femmine per le femmine, + neuroni – tacchi!”. Adoriamo la tua capacità di sintesi. Si sentiva davvero il bisogno di un nuovo spazio dedicato alle femmine, pardon alle donne, nel web, nel mondo?

Non si tratta né di bisogni, né di mancanze. Facendo un girello per il web è facile rendersi conto che i mags seri, quelli più belli, quelli ben strutturati, sono quelli rivolti agli uomini. Tra questi, poi, esistono diverse sottocategorie: c’è il blog per l’uomo figoso, quello per l’uomo figoso e pretenzioso, il blog “mercato” – dove viene pubblicato tutto e il contrario di tutto – quello per pochi-pochissimi e via dicendo. Volgendo lo sguardo al mondo dei magazine femminili, invece, è inevitabile provare una certa amarezza. Penso sempre al giorno in cui arriveranno gli alieni sulla terra e vorranno saperne di più sulle donne. Girando in rete si faranno una pessima idea su di noi: ci chiameranno “fashioniste”, ci crederanno  “drogate di scarpe”, ci vedranno come donne affette da ansia da gravidanza e attente solo alle forme delle nuove giacche di Alexander Wang. E, scusatemi, ma da donna mi sento profondamente offesa da tutto questo. Sono come le altre, ma ho anche tanti altri pensieri e tante altre preoccupazioni durante la mia giornata. Certo, anche io guardo le sfilate (non solo per lavoro), ma mi piace pure interessarmi ad altro: mi preoccupo di come arrivare alla fine mese, di cosa cucinare per la cena, di quale detersivo sia preferibile usare e, certamente, anche di quale outfit sia meglio scegliere per una data occasione. Esattamente come altri milioni di donne.

(ovviamente questa risposta smentisce categoricamente le mie presunte capacità di sintesi)

Perché le riviste femminili dedicano sempre una così consistente percentuale delle loro pagine ad articoli riguardanti la contrapposizione tra uomo e donna? Non è forse giunto il momento di chiudere la pagina femminista e cominciare a comportarsi e, soprattutto, a considerarsi tali e quali agli uomini?

Peace sorelle.

E’ da sciocchi dare retta a quelle riviste. E’ come dare ascolto a qualcuno verso il quale non si prova alcuna stima o che si reputa stupidotto. Date per caso ascolto a ciò che dice Renzo Bossi? Quello che io vedo è soltanto che donne e uomini portano entrambi i pantaloni, indossano scarpe stringate ed entrambi mangiano o con la mano destra o con la mano sinistra. Sappiamo scrivere, respiriamo, portiamo entrambi i capelli lunghi o corti. Piuttosto direi che ci sono delle cose che mancano a voi uomini. Ma questa è un’altra storia e io tifo per l’uguaglianza.

A proposito di neuroni e di tacchi, cosa ne pensi del fenomeno fashion-blogger? Dovrebbero scomparire tutte dalla faccia della terra? Lo ammettiamo, hanno un che di magnetico. Sono in grado di provocare quella stessa curiosità che porta ad inchiodarsi su Uomini e Donne, quando si fa zapping al pomeriggio. E’ il paese reale: quello che vuole essere famoso perché è famoso.

Non è più un fenomeno, è un dato di fatto! E’ la realtà! Che ci possiamo fare se esiste qualcuno che sente la necessità di rendere pubblico il proprio diario o di raccontare cosa indossa durante il giorno, se qualcuno si improvvisa fashion editor semplicemente perché “narra” di scarpe e abiti, se qualcuno crede di potersi definire cool hunter soltanto per aver scattato qualche foto in strada a persone/passanti modelli wannabe, sminuendo il vero ruolo di quella che invece è una vera e propria professione?

“Ci sono, come su tutti i pianeti, le erbe buone e quelle cattive.” (cit.).

[da Il piccolo principe, n.d.NWTF]

Quali sono le cose belle che troveremo su Cosebelle Magazine? Da chi proverrà l’apporto di neuroni?

Ciò che tira fuori una donna, quando non è arrabbiata, è sempre qualcosa di bello. Ci saranno contenuti musicali, recensioni di libri e film, chiacchiere di moda, illustrazioni, belle foto, suggerimenti su cosa cucinare anche se non si è esattamente Anna Moroni. Ci saranno “cose” che riguardano la nostra vita. Social network compresi.

In un mondo ideale, chi vorresti tra le firme di Cosebelle? Rita Levi Montalcini? Barbara D’Urso? Patrizia D’Addario? Non dire cose vomitevoli come: “ma no, è un magazine fatto da donne qualsiasi per qualsiasi donna!”.

Affatto! Non è un magazine per tutte e non vuole esserlo. Onestamente, mi auguro che Cosebelle sia seguito dalle non-fans della De Filippi, dalle non-amanti della french manicure, dalle non-vittime di Buona Domenica e dei drammi all’italiana. In un mondo ideale,  in redazione vorrei Assunta Patanè, ovvero Monica Vitti ne “La ragazza con la pistola”, di Monicelli. Venderei l’anima per averla.

Credi che sarà un prodotto fruibile anche da un pubblico maschile?

Mi piacerebbe trovare maschi e uomini che lo leggano, fidanzati esclusi, ovviamente. In fondo, ripeto, non parleremo solo di manicure e di borsine di Chanel.

Gli uomini leggono volentieri le riviste femminili, mentre le donne tendenzialmente disprezzano quelle maschili. E’ colpa del nostro cervello troppo semplice? Nulla che vi interessi da queste parti? Oppure siete allontanate da tutte quelle chiappe e corpi dannatamente perfetti?

Quali uomini leggono le riviste femminili? Quali riviste soprattutto?

Non credo abbiate un cervello semplice, siete soltanto così carini da credere di poterne ottenere un qualche indizio o suggerimento su di noi, senza comprendere che difficilmente ne troverete anche soltanto uno su giornali come Cosmopolitan (testata che fatico ad accostare al mondo reale femminile). Credo che le donne difficilmente siano attratte dalle “4 regole per farla godere” o dai nuovi infallibili esercizi per scolpire al meglio i vostri glutei e i vostri addominali.

Cosebelle Magazine è un progetto concepito unicamente per il web? O si tratta di una piattaforma dai contorni non ancora così ben delineati e che, in un futuro, potrebbe trovare nuovi mezzi per esprimere i suoi contenuti?

Naturale il riferimento al cartaceo, ma si potrebbe anche pensare a cose come podcast o applicazioni di vario genere.

Che ne pensi?

Penso che stiamo per partire, che tutte le nostre energie, mie e delle preziosissime persone che collaborano con me, debbano, per ora, essere investite sul “.com”. Stiamo però preparando un discorso che farà rima con iPad. E poi chissà…

Promettici che non ci inonderete di post! Robe tipo 15 al giorno. Alcuni blog danno vita ad un circolo vizioso in questo senso, senza accorgersi, a nostro avviso, degli effetti deleteri di una strategia editoriale di questo tipo. Nessuno vuole un amico che parli in continuazione! E quando qualcuno lo fa, non gli si presta più attenzione.

Tenteremo di dire “poche cose ma buone”.

Vogliateci bene.

Un’ultima cosa: prima hai parlato di cose che “mancano” agli uomini. Cosa ci manca?

La gioia della gravidanza.

6 thoughts on “Cosebelle Magazine out now – quattro chiacchiere con Cristiana

  1. da donna, dico: che stronzata!
    L’ennesima femminista camuffata da “faccio-meglio-di-tutte-le-altre”, suona vagamente come il no-logo verso le multinazionali.
    discostarsi non vuol dire essere o proporre di meglio…e ho dato un’occhiata al presunto “nuovo e interessantissimo” magazine.
    Penoso.
    Critica le fashioniste e company ma, premettendo che non difendo la categoria, Cosebelle è tutto meno che progettato per la “donna comune” .
    Mi viene in mente solo una parola per codesta Cristiana: loser.

  2. “discostarsi non vuol dire essere o proporre di meglio”: ho mai detto “propongo di meglio”?! Non credo!
    Dici che non è progettato per la donna comune: i motivi?
    Quello che posso dirti, cara Oshi, è che una critica voglio accettarla solo da persone che mi propongono un’alternativa a ciò che loro non sta bene: la tua alternativa qual è?
    E infine, dammi almeno il tempo di dimostrarti che sono una loser, non essere frettolosa!

  3. p.s. mi sembra, inoltre, che tu non abbia capito appieno di cosa parlo quando mi rivolgo alle fashion victims, alle fashioniste e a quel tipo di blog.

  4. io trovo che il blog sia invece interessante e concordo con Cristiana sul fatto che – esclusi blog personali, alcuni davvero belli e interessanti, altri spudoratamente e noiosamente autoreferenziali – non ci sia un granché sul web per le ragazze (mi riferisco sempre alla versione .it).
    mi sembra invece un po’ triste che un’idea così bella venga bastonata sul nascere proprio da una donna, senza che venga offerta nessuna critica costruttiva al progetto.

  5. Cosebelle è la voce delle donne unite in un progetto, serio, impegnativo e con tanto lavoro alle spalle. Questo non significa essere femministe, significa voler diffondere pensieri e notizie comuni a tutti gli esseri umani, solo lette e suggerite da un nutrito gruppo di donne che condividono gli stessi interessi.
    Questo nulla togliendo al mondo maschile che ha già molti esempi di siti totalmente votati ad esso. Lunga vita a Cosebelle. Io lo trovo delizioso. Il che può essere ben lontano dall’essere fashion fine a se stesso.
    Leggere i contenuti è importante. E ce ne sono molti, e molto originali.
    E Cristiana è una donna coi contro coxxioni.

  6. Brutta cosa rosicare per lo sforzo altrui. Propongo sempre a chi commenta in modo violento la scelta di una persona di provare a fare di meglio, di aprire un proprio blog per la propria donna comune (visto che la versione proposta da Cristiana non soddisfa le aspettative di questa persona) o, se tiene davvero al proprio concetto, di scrivere al blog e proporre. Cosebelle legge le email e se rietiene il commento positivo e intelligente trova il modo di aggiungere e modellarsi. Ma scrivere semplicemente banalità su un piccolo blog credo che cambi poco le cose… e sopratutto non cambia per nulla il concetto di donna rosicona e invidiosa.

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