Roma 2010 riots report – Remo Cassella

Remo Cassella ha 21 anni, studia Scienze Politiche all’università Sapienza di Roma e si occupa di fotoreportage per passione.

Numerose fotografie riportate dai maggiori siti di informazione, circa la manifestazione del 14 dicembre scorso a Roma, sono state scattate proprio da lui – molte di queste, per altro, pubblicate senza il suo permesso.

Noi abbiamo deciso di mostrarvi una piccola raccolta delle immagini colte da Remo nel corso di un anno di manifestazioni romane e di scambiare con lui due parole.

Ciao Remo. Parlaci un po’ delle fotografie che hai scattato nel corso della manifestazione del 14 dicembre. Che atmosfera hai respirato in quelle ore?

La mattina sembrava tutto tranquillo, tutto come al solito. Slogan contro il governo, qualche fumogeno. Insomma era la “solita” manifestazione. Purtroppo la situazione è precipitata al primo blocco dei carabinieri (piazza Venezia per intenderci). Da quel momento in poi, almeno in prima linea, tutto è cambiato. Sono comparsi i primi passamontagna ed è calato il silenzio, un silenzio irreale. Si udivano solo le esplosioni delle bombe carta e l’elicottero sopra di noi.

Che idea ti sei fatto sulle voci circa le possibili infiltrazioni di provocatori tra le file dei manifestanti?

Beh c’era un discreto numero di anarchici che non avevo mai visto negli altri cortei della Sapienza, ma chiamarli “infiltrati” mi sembra troppo. Credo che il collettivo universitario fosse a conoscenza della loro presenza.

Pensi che le forze dell’ordine abbiano in qualche maniera agito in modo errato?

Più che altro erano decisamente disorganizzati e male equipaggiati. Spesso durante i loro attacchi la formazione si sfaldava mettendo a repentaglio quelli in prima fila. Altro gravissimo problema era la mancanza di maschere antigas: non sono stati pochi quelli costretti a ritirarsi per l’inalazione dei loro stessi lacrimogeni.

Cosa pensi dei militari e dei poliziotti che si trovano a dover fronteggiare queste emergenze?

Sintetizzo la mia opinione con questi versi della famosa poesia di Pasolini

Il pci ai giovani

Inebriati [gli studenti] dalla vittoria contro i giovanotti
della polizia costretti dalla povertà a essere servi,
e ubriacati dell’interesse dell’opinione pubblica

Migliaia di volte ho sentito apostrofare i poliziotti come : “servi”. Beh, allora mi chiedo perché mai colpire loro. Se la polizia è solo: “il braccio armato” del potere, gli studenti hanno sbagliato bersaglio. Bisognava “colpire” la gente, ma
ovviamente non con i sassi, ma con informazioni, idee e proposte.
Non mi sono mai fidato delle “rivoluzioni armate”.

Ti sei mai trovato in difficoltà nel corso di una qualche manifestazione?
Non tutti provano un gran piacere ad essere fotografati mentre lanciano sanpietrini contro la polizia e, più in generale, fare reportage significa essere proprio in mezzo ai casini. Insomma non è proprio sicuro come fotografare modelle in biancheria intima.

In difficoltà come il 14 dicembre mai, ma non ha fatto altro che alimentare il mio amore verso il fotogiornalismo.

C’è un luogo nel mondo, un conflitto, un contesto in particolare che vorresti documentare, se ne avessi la possibilità?

Vorrei recarmi in Grecia per documentare la crisi economica, ma dubito che ci riuscirò. Dovrei trovare qualcuno che mi sovvenzioni.

Ci dicevi che hai avuto qualche piccolo screzio con la redazione di un noto quotidiano. Cos’è successo?

Una nota azienda d’informazione ha utilizzato due fotografie che ho scattato su uno dei suoi siti internet, ovviamente senza pagarmi. Hanno anche risposto che avrei dovuto sentirmi onorato di comparire sul loro sito. Vorrà dire che la prossima volta che comprerò il loro giornale pagherò anche io con l’ “onore”.

La fotografia è il tuo futuro o si tratta solo di una passione?

Vorrei che fosse qualcosa di più che una semplice passione,vedremo come evolverà la faccenda.

Grazie delle foto e del tuo tempo Remo.

Grazie a voi.


10 thoughts on “Roma 2010 riots report – Remo Cassella

  1. Pingback: Roma 2010 riots report – Remo Cassella- Rivistaeuropea

  2. in tutto questo manca un passaggio, o forse me lo sono perso io.
    i giornali e i siti di informazione che hanno pubblicato le foto da dove le hanno prese?

  3. allora, caro remo, benvenuto nella vita vera e benvenuto in internet dove il diritto d’autore, ovviamente, non esiste.
    se vuoi proteggere le tue foto, fatti un sito tuo e utilizza le buone vecchie e semplici diciture del tipo “il materiale qui riprodotto è coperto da copyright”.
    se poi le vedi riprodotte senza autorizzazione, alza la cornetta e chiama un avvocato.
    il mondo funziona così. prima lo capisci, meglio è.
    mettere foto a caso su siti internet a caso e poi piangere perchè le rubano, è come girare nudi, di notte, nel bronx e lamentarsi che si è stati stuprati.
    è ora che la gente si svegli, agisca e la smetta di lamentarsi.

  4. Caro fagiolo, Flickr non è un sito a caso ma un sito comunemente utilizzato per l’hosting di materiale fotografico.
    Come potrai osservare visionando tu stesso il portfolio di Remo a questo indirizzo http://www.flickr.com/photos/intermundia/ le sue foto riportano già la dicitura “Tutti i diritti riservati”, tant’è che per pubblicare i suoi scatti, noi gli abbiamo chiesto l’autorizzazione. Altri soggetti, denotando una professionalità di assai scarsa caratura, hanno preferito prendere le fotografie e farci quello che volevano.
    Come certamente ben comprenderai, l’ausilio di un legale in un caso del genere raprresenta un ipotetico costo che certamente non vale la pena di rischiare di dover sopportare vista l’entità del danno.
    Remo non si è lamentato, ci ha confidato questo episodio nella nostra corrispondenza antecedente all’intervista. Noi, sperando di ingenerare un po’ di polemiche, abbiamo cercato di estorcergli pubblicamente qualche nome, ma come vedi non siamo riusciti nel nostro intento.

  5. capitolo violazione copyright:
    puoi dirmi quello che vuoi, ma pubblicare materiale su flickr, o su qualunque altro sito, e credere che questo materiale non verrà illegalmente riprodotto da altri è un ragionamento molto ingenuo.
    le stesso foto che ci sono su questo blog (tranne queste di Remo) o su moltissimi altri siti sono in piena e palese violazione della normativa sul copyright, in quanto utilizzate senza il consenso degli autori.
    è consuetudine di internet utilizzare materiale altrui in totale assenza di consenso.
    è ovviamente sbagliato, ma è così. quindi non ci si può lamentare una volta per violazioni che noi stessi perpetriamo quotidianamente.
    chi è senza peccato scagli la prima pietra.
    capitolo avvocato:
    se vuoi tutelarti non creare polemiche, non battere i piedi, ma contatta un legale. sembrerà strano ma di vertenze del genere ce ne sono a migliaia. anche in italia e anche in piccole città come quella in cui vivo io (verona).
    in molti casi basta una raccomandata e il materiale illegalmente riprodotto, viene rimosso.
    con mondo vero intendevo qusto.

  6. capitolo violazione copyright:
    tu hai suggerito di aprire un sito “personale” dove pubblicare le foto con la dicitura “materiale protetto da copyright”. Evidentemente la situazione non cambia rispetto a Flickr.
    capitolo avvocato/mondo vero:
    credi realmente ci sia una convenienza in termini costo/opportunità nel rivolgersi ad un legale per la rimozione di due-tre scatti pubblicati su internet?

  7. 1. chiaro è che se apri un tuo sito, anche solo da un punto di vista di impatto, un terzo estraneo è meno portato a “rubarti” le foto. io se fossi un fotografo, anche solo dilettante, farei così. questa era solo una possibile alternativa a flickr, il problema permane.
    2. si lo credo. gli avvocati non fanno solo cause, ma si accordano, transano, trattano, conciliano.
    comunque, eventualmente, sono cause molto semplici dal punto di vista probatorio (di diritto c’è ben poco), quindi le conclusioni da trarre sono ovvie.
    ora basta chiudiamola, perchè non è più finita. tanto ho ragione io.
    mi sembri ferrato sull’argomento. magari un giorno o l’altro ci conosceremo, così ne parleremo tranquillamente di persona e potrò darti un bel cazzotto in testa.

  8. Impossibile. La nostra identità è segreta. Se dovessi conoscerci saremmo costretti ad ucciderti.

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