Comunali Milano 2011

E così tra poco si va a votare.

Talmente poco che resta soltanto qualche giorno per sparare le ultime minchiate e vedere l’effetto che fa, talmente poco che ci tocca rigirare mezzo web per cercare di avere una qualche notizia su chi si candidi e quali sostanze psicotrope abbia assunto nelle ultime ore.

Non sappiamo quale sia la situazione nelle altre città ma, per quanto riguarda Milano, l’evento elezioni sta dando ancora una volta riprova – qualora ce ne fosse bisogno – della siderale distanza esistente tra la classe politica tutta (anche quella che aspira a divenire tale) e la gente comune.

Che dire comune viene da ridere: la gente tutta.

La gente, le persone, quelli che vivono nelle città, che la dovrebbe definire con il voto.

Prima di qualsiasi considerazione ed esmplificazione, annunciamo magno cum gaudio di essere finalmente riusciti a scoprire a che Zona appartenga la via in cui abitiamo.

Già, perché, se per caso la strada in cui risiedete ha la sfortuna di essere a cavallo tra una circoscrizione ed un’altra, è praticamente impossibile sapere con certezza a quale delle due appartenga l’indirizzo di casa vostra.

La soluzione del problema passa per il più classico dei metodi a tentoni: scrivere il nome della via che vi interessa, seguita dalla parola “zona”, su Google, barcamenandosi poi tra i risultati dalla dubbia attendibilità che sono restituiti.

Risolto (forse) il problema, rimangono irrisolti interrogativi: chi fa cosa? Per chi? Dove?

Nel nostro quartiere ci sono dei problemi, vogliamo sapere come si propone di risolverli chi si accinge ad essere votato (anche da noi).

Salvo non abbiate un sacco di tempo libero la soluzione più veloce è quella messa a disposizione dal sito del Comune di Milano, dove potete trovare l’elenco completo di tutti i candidati Zona per Zona, comprensivo di link ipertestuali diretti a brevi descrizioni di ognuno di essi.

Alcune di queste meritano un momento di attenzione.

Sara Brusa, ad esempio, ha 29 anni ed è candidata per il Pd ad essere eletta consigliere di Zona 6:

«Mi dicono zona 6 e penso:

Ai giovani e a difendere i loro spazi di socialità reale.

Le modalità di socializzazione stanno cambiando rapidamente. Ora c’è internet con i suoi popolarissimi social network (facebook, twitter, ecc) che propone relazioni solo virtuali.

Sembra infatti che la struttura stessa della relazione virtuale in rete si sostituisce velocemente alle vecchie forme sociali di relazione. Significa che i ragazzi non solo passano più tempo davanti a un computer che in giro per il quartiere e la città, ma quando stanno insieme si comportano come quando stanno al computer: non più relazioni, ma contatti.

Alla relazione tra le persone come unica ricchezza che può realmente aiutare a non avere paura e ad uscire dalle case attraverso la partecipazione attiva alla vita della zona.

Queste politiche della “falsa sicurezza” che riempiono la città di telecamere e forze dell’ordine non fanno altro che rinchiudere le persone dentro casa, davanti alla televisione.

Milano e, sopratutto i quartieri popolari, fino a 40 anni fa erano il luogo dell’accoglienza e della socialità. Tutti si conoscevano e l’aiuto reciproco veniva da se: la vita era davvero comunitaria.

E’ necessario riattivare questi stili di vita attraverso il coinvolgimento degli abitanti a partecipare ad iniziative pensate e create con loro per arrivare poi alla reale partecipazione alla vita del quartiere.

Bisogna riappropriarsi dei luoghi pubblici della zona: piazze, parchi, cortili per farli rinascere e ad avere di nuovo spazi comuni in cui vivere meglio e sentirsi davvero sicuri.

Agli abitanti delle case popolari che vivono nel degrado e e nella solitudine, ghettizzatati e abbandonati dalla pubblica amministrazione.

In giambellino le case popolari sfitte sono 300 su 3.000 appartamenti disponibili. Le domande che ogni anno compongono le liste di attesa sono 20.000…

Il problema della città di Milano e nello specifico della zona 6, ricca di case di edilizia residenziale pubblica, è LA CASA.

Basta passare da via Lorenteggio per capire che non si interviene sulla qualità delle case da molti anni. Se entriamo in un cortile e osserviamo le scale o la gestione della raccolta differenziata organizzata a cielo aperto, ci accorgiamo subito dello stato di abbandono in cui versano le parti comuni dei caseggiati.

E’ chiaro che Aler Milano porta avanti una cattiva gestione del suo patrimonio edilizio che è pubblico, quindi di tutti e per questo va difeso e tutelato.»

Facebook, Twitter, i popolarissimi social network.

Se solo gli abitanti della Zona 6 – i giovani in particolare – usassero un po’ di meno l’internet, un po’ meno le telecamere.

E sia chiaro: pubblichiamo anche l’inciso sulle case popolari per mera correttezza informativa e per non prestare il fianco a facili critiche.

Quattro minchiate populiste non sono in alcun modo in grado di compensare le madonne che abbiamo tirato leggendo i primi due paragrafi.

Anche Bruno Salò, candidato, a divenire in contemporanea consigliere per la Zona 4 e per la Zona 6, con la Lista Civica Moratti per Pisapia, individua con chirurgica precisione le problematiche (e soprattutto le relative soluzioni) delle circoscrizioni di cui vuol essere rappresentante:

«Perché mi candido

Ho scelto di candidarmi alle elezioni per il Consiglio di Zona 4 e Zona 6 di Milano,per la Lista Civica Milly Moratti per Pisapia, perché, innanzi tutto, sono un convinto sostenitore dei valori dell’uguaglianza sociale ed economica di tutti i cittadini, perché penso che il ruolo degli eletti in ogni ambito debba essere quello di ridurre il più possibile gli ostacoli economici, sociali, culturali che impediscono il raggiungimento della dignità della persona e la piena realizzazione della libertà di ciascuno.
Questi sono i valori che il nostro progetto politico persegue, attraverso la battaglia per il carattere pubblico dei beni comuni, come l’acqua, attraverso l’impegno per il mantenimento del carattere pubblico dell’istruzione e delle politiche energetiche, attraverso la lotta per la legalità, contro l’ingerenza delle mafie che nella nostra città hanno infestato l’economia e la società.

Infine sono convinto che la politica debba ritornare alla gente comune e non essere uno strumento in mano a pochi professionisti».

Contro l’ingerenza delle mafie, per la pace nel mondo e la cessazione di ogni conflitto.

Per la risoluzione della questione palestinese e per l’amicizia tra i popoli.

La famiglia Moratti, tra l’altro, rappresenta notoriamente un baluardo politico in tema di uguaglianza sociale ed economica.

Anche ai big – ai candidati alla carica di consigliere comunale – non mancano di certo le idee.

Santino Clemente, ad esempio, per Il Popolo della Libertà Berlusconi per Letizia Moratti, pone il programma al centro di tutto:

«Perché mi candido

Sono nato 32 anni fa, vivo e lavoro a Milano.

Laureato in Scienze Aziendali con tesi in Organizzazione e Management, sono direttore generale in una società di servizi operante in ambito nazionale ed internazionale.

Nel corso degli anni ho maturato importanti esperienze, in qualità di amministratore delegato, componente di consigli di amministrazione ed azionista, in numerose società, nel campo della telefonia, della ristorazione, della pubblicità e nei settori finanziario, societario ed immobiliare.

Mi occupo di politica fin da giovanissimo, maturando esperienze che hanno contribuito a rendermi un interlocutore ritenuto affidabile e costruttivo, in grado di concretizzare idee, rendendole azioni, avvalendomi di collaboratori affidabili affinchè gli obiettivi perseguiti siano sempre frutto di un lavoro di squadra, condiviso e, anche in virtù di questo, partecipato.

Dal 2001 al 2003 sono stato assistente parlamentare, presso la Camera dei Deputati.

Dal 2003 al 2006 ho collaborato con l’allora Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, on. Gianni Alemanno, in qualità di Consigliere e coordinatore dei rapporti con le categorie, le associazioni di settore e delle manifestazioni fieristiche.

Nel 2004 ho collaborato con l’Assessore all’Istruzione e all’Edilizia Scolastica della Provincia di Milano, oggi Deputato al Parlamento, On. Paola Frassinetti, esercitando il ruolo di consulente dell’Assessore e di coordinatore dell’area comunicazione.

Dal 2009 sono membro della segreteria politica del Consigliere Regionale della Lombardia, Angelo Giammario, Delegato del Presidente Formigoni alle relazioni con l’area metropolitana di Milano.

Nonostante la giovane età, ho avuto modo di occuparmi in maniera diretta di gestione ed amministrazione di importanti società, tra le quali Fiera Milano Congressi SpA ed enti pubblici come l’Automobil Club d’Italia di Milano, acquisendo esperienze in campo organizzativo e rappresentando e tutelando gli interessi generali dell’automobilismo italiano.

Impegnato in attività di volontariato, da sempre vicino ai più deboli ed agli emarginati, ho dedicato tempo e risorse a supporto di numerose associazioni attive sul territorio milanese.

Amante degli animali, promotore da tempo di numerose iniziative volte a sensibilizzare tutte le battaglie per la loro tutela, collaboro con enti ed associazioni dedicate.

Aderisco ad Alleanza Nazionale, ne divengo dirigente provinciale e membro dell’esecutivo cittadino con delega alle attività produttive, per poi contribuire con entusiasmo e convinzione alla nascita del PDL.

Solo dopo tanti anni di militanza, intrisa di passione e sacrifici, ritengo sia giunto il momento di mettere al servizio dei cittadini del Comune di Milano, le competenze maturate e la mia sensibilità e predisposizione a seguire con impegno ed attitudine le tematiche che più stanno a cuore ai milanesi: l’infanzia, gli anziani, il traffico, i giovani, il diritto alla casa, il diritto al lavoro, il diritto, in generale, alla dignità della persona.

Hai la possibilità, quest’anno, di esprimere una preferenza sulla scheda elettorale.
Hai la possibilità, stavolta, di far contare il tuo voto.
Hai la possibilità, finalmente, di sostenere idee che diventano azione!

Il 15 e 16 maggio, barra il simbolo del PDL e scrivi CLEMENTE»

Ma neppure chi fa della politica rappresentativa la propria bandiera pare essere in grado di proporre idee e programmi concreti e realmente vicini a quelle che si presume possano essere le reali problematiche della gente.

Il forum del Movimento 5 Stelle, ad oggi, vede, come ultimo post, una pubblicazione del febbraio 2011, mentre il sito del Movimento 5 Stelle di Milano è una macchina spara tutto su questioni che vanno dall’energia nucleare al Parlamento pulito.

Dopo che abbiamo detto no al nucleare possiamo togliere le macchine dal marciapiede sotto casa, per favore?

Chi cazzo è che fa politica in questo Paese? A cosa pensa? Dove vive?

C’è una con un sorriso tatuato che ci manda libri a casa e un altro che organizza concerti davanti alla Stazione invitando a suonare gente di cui certamente non conosce neppure il nome.

Nessuno parla di programmi, di cose concrete, di fatti.

Se qualcuno ha qualche notizia, al riguardo, si faccia avanti! Ci illumini!

Noi intanto cerchiamo la tessera elettorale.

Lì dovrebbe esserci scritto con certezza a che cazzo di circoscrizione appartiene casa nostra.

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