Referendum 12/13 giugno – i quesiti consultivi di Milano

Domenica e lunedì si va a votare. Di nuovo.

Questa volta le consultazioni avranno carattere referendario e riguarderanno l’abrogazione delle norme emesse in materia di realizzazione, sul territorio nazionale, di impianti di produzione di energia nucleare, di impedimento a comparire in udienza (il c.d. legittimo impedimento) e di “privatizzazione” dell’acqua (i quesiti, su quest’ultimo punto, in realtà sono due e di privatizzazione non è corretto parlare, ma così sono genericamente individuati dagli organi di stampa).

Tutte queste questioni sono oggetto da giorni di aspri confronti e ognuno di voi certamente ha almeno un amico che ha già ripetutamente e fastidiosamente provveduto a sottolineare a più riprese l’importanza dell’esercizio del diritto di voto.

Al riguardo, dunque, evitiamo di infierire.

I cittadini milanesi sono chiamati, inoltre, ad esprimere le loro preferenze circa cinque ulteriori quesiti aventi carattere c.d. consultivo: non si abroga nessuna legge già in vigore – come nel caso dei quesiti di carattere nazionale – ma ci si esprime circa la volontà che determinate questioni siano affrontate dalla giunta comunale di prossima elezione. Il quorum per il referendum consultivo è fissato al 30% degli aventi diritto.

Cercando un confronto con le persone che ci circondano, abbiamo constato che i quesiti proposti ai cittadini milanesi sono così poco conosciuti da rendersi utile una loro diffusione anche da parte nostra.

Cioè, noi vi diciamo per cosa sarete chiamati a votare.

O noi siamo diventati estremamente autorevoli, o là fuori c’è qualcosa che non funziona.

Vi riportiamo di seguito i quesiti come illustrati sul sito del Comune di Milano.

Nei giorni di domenica 12 e lunedì 13 giugno 2011, si svolgeranno i Referendum cittadini consultivi di indirizzo avente ad oggetto i seguenti quesiti:

Referendum n. 1 (scheda di colore marrone), richiesta di referendum consultivo d’indirizzo per ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione di “ecopass” e la pedonalizzazione del centro:
“Volete voi che il Comune di Milano adotti e realizzi un piano di interventi per potenziare il trasporto pubblico e la mobilità “pulita” alternativa all’auto, attraverso l’estensione a tutti gli autoveicoli (esclusi quelli ad emissioni zero) e l’allargamento progressivo fino alla “cerchia ferroviaria” del sistema di accesso a pagamento, con l’obiettivo di dimezzare il traffico e le emissioni inquinanti?
In particolare gli interventi richiesti sono:
a. il raddoppio entro il 2012 dell’estensione delle aree pedonali, sia in centro che in periferia, comprendendo per lotti l’intera area della Cerchia dei Navigli a partire dal “Quadrilatero della moda”;
b. il raddoppio entro il 2012 delle aree a traffico moderato (zone a 30 Km/h) e la realizzazione di interventi per la sicurezza stradale dei quartieri residenziali;
c. la realizzazione entro il 2015 di una rete di piste ed itinerari ciclabili integrati e sicuri di almeno 300 km ed il raddoppio entro il 2012 degli stalli di sosta per le biciclette;
d. la protezione e “preferenziazione” di tutte le linee di trasporto pubblico entro il 2015, in modo da aumentarne velocità e regolarità;
e. l’introduzione in tutta la città, a partire dalle aree periferiche, di un servizio diffuso diurno e notturno di “bus di quartiere” in collegamento con le principali fermate del trasporto pubblico, senza costi aggiuntivi rispetto al titolo di viaggio;
f. l’estensione sull’intero territorio cittadino del servizio di bike sharing, raggiungendo 10.000 bici entro il 2012 e del servizio di car sharing raggiungendo 1.000 auto elettriche entro il 2012;
g. il prolungamento dell’orario di servizio delle linee metropolitane fino alle ore 1.30 tutte le notti;
h. il potenziamento del servizio taxi mediante il ripristino del secondo turno che garantisca fino a 8 ore aggiuntive di servizio (“seconda guida”);
i. il ripristino del divieto di circolazione e carico e scarico merci nella Cerchia dei Bastioni nelle fasce orarie di picco del traffico mattutine e pomeridiane e la promozione di un sistema di trasporto condiviso con veicoli elettrici;
j. l’estensione della regolamentazione della sosta in tutta l’area compresa all’interno della “cerchia filoviaria” e nelle aree circostanti gli assi delle metropolitane, con esclusione del pagamento dei soli residenti e per i veicoli ad emissioni zero;
k. incentivi a sostegno del trasporto pubblico”.

Referendum n. 2 (scheda di votazione di colore azzurro), richiesta di referendum consultivo d’indirizzo per raddoppiare gli alberi e il verde pubblico e ridurre il consumo di suolo:
“Volete voi che il Comune di Milano adotti tutti gli atti ed effettui tutte le azioni necessarie a: ridurre il consumo di suolo destinando almeno il 50% delle grandi superfici oggetto di riqualificazione urbanistica a verde pubblico ed escludendo l’assegnazione di diritti edificatori a fronte della realizzazione di “servizi” che comportino consumo di suolo; preservare gli alberi e le aree verdi esistenti; garantire il raddoppio del numero di alberi e dell’estensione e delle aree verdi e la loro interconnessione entro il 2015, assicurando che ogni residente abbia a disposizione un giardino pubblico con aree attrezzate per i bambini a una distanza non superiore a 500 metri da casa?”.

Referendum n. 3 (scheda di votazione di colore viola), richiesta di referendum consultivo d’indirizzo per conservare il futuro parco dell’area EXPO:
“Volete voi che il Comune di Milano adotti tutti gli atti ed effettui tutte le azioni necessarie a garantire la conservazione integrale del parco agroalimentare che sarà realizzato sul sito EXPO e la sua connessione al sistema delle aree verdi e delle acque?”.

Referendum n. 4 (scheda di votazione di colore blu), richiesta di referendum consultivo d’indirizzo per il risparmio energetico e la riduzione della emissione di gas serra:
“Volete voi che il Comune di Milano adotti il piano per l’energia sostenibile ed il clima che lo impegni negli obiettivi europei di riduzione di almeno il 20% delle emissioni di gas responsabili dell’effetto serra nel dimezzamento delle principali emissioni inquinanti connesse al riscaldamento degli edifici?
All’interno del piano devono essere previsti i seguenti interventi:
1. la conversione entro il 2012 di tutti gli impianti di riscaldamento alimentati a gasolio degli edifici comunali;
2. la conversione degli impianti di riscaldamento domestico alimentati a gasolio fino alla loro completa eliminazione entro il 2015;
3. la previsione della classe energetica di massima efficienza come standard di costruzione per tutti i nuovi edifici e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili;
4. la promozione e la diffusione del teleriscaldamento, utilizzando fonti rinnovabili e tecnologie ad alta efficienza, al fine di raggiungere almeno 750.000 abitanti equivalenti entro il 2015;
5. la concessione di incentivi per la demolizione e ricostruzione (“rottamazione”) degli edifici a maggiore inefficienza energetica e privi di valore storico e architettonico attraverso premi volumetrici”.

Referendum n. 5 (scheda di colore rosa), richiesta di referendum consultivo d’indirizzo per la riapertura del sistema dei Navigli milanesi:
“Volete voi che il Comune di Milano provveda alla risistemazione della Darsena quale porto della città ed area ecologica e proceda gradualmente alla riattivazione idraulica e paesaggistica del sistema dei Navigli milanesi sulla base di uno specifico percorso progettuale di fattibilità?”.

Qualsiasi città normale non avrebbe bisogno di alcun referendum per l’approvazione di simili iniziative.

Milano non è una città normale e solo la volontà di non annullare il nostro voto ci trattiene dallo scrivere su di ognuna scheda «SI PER DIO» al posto di una semplice X.

Possiamo assicurarvi che molti dei nostri concittadini non sono affatto convinti che avere più verde, più zone pedonali, meno inquinamento, il prolungamento dell’orario di apertura della metropolitana fino alle ore 1:30 (a Berlino i mezzi funzionano tutta la notte!), un nuovo parco ed un nuovo porto siano scelte in grado di aumentare il benessere e la godibilità della città per tutti.

Il solo fatto di abitare a qualche chilometro in linea d’aria dai luoghi che maggiormente subirebbero questi interventi è motivo sufficiente per ritenere quanto meno dubbia l’esistenza di un proprio vantaggio dalla loro realizzazione.

L’apice della incomunicabilità uomo-milanese la si raggiunge con il quesito sull’estensione delle zone pedonali: un referendum di senso opposto – meno zone pedonali, più macchine! – probabilmente avrebbe un successo plebiscitario in una città in cui c’è gente che propone e premia futuristici parcheggi verticali.

Speriamo solo non si giunga al paradosso di un mancato quorum per i quesiti consultivi a fronte di un raggiungimento dello stesso per i quesiti abrogativi.

Se del caso, armati di oggetti contundenti rigorosamente di recupero, provvederemo a fare giustizia per conto di madre natura fra i festeggiamenti che certamente avranno luogo nei consueti punti di ritrovo.

11 thoughts on “Referendum 12/13 giugno – i quesiti consultivi di Milano

  1. Ma come si fa ad incoraggiare il Sì per il primo quesito, ma per favore lo sappiamo tutti che L’Ecopass è una truffa e invadere la città di strisce blu o gialle (più multe=più soldi al comune non è la soluzione). Il problema dell’inquinamento e non parlo tanto per dato che credo di avere una certa conoscenza della materia sono i riscaldamenti…….Analizzate i dati dell’inquinamento….mmmmh chissà come mai d’inverno sforiamo sempre coi livelli di polveri sottili……colpa di impianti obsoleti e la maggior parte di questi sapete dove stanno????????? Negli edifici comunali o statali…….Informiamo la gente su ciò che realmente è……..Quindi NO al primo quesito “SI” all’ultimo!!!!!!

  2. Le macchine sono IL MALE di milano, indipendentemente dall’inquinamento.
    Bisogna disincentivarne l’utilizzo.
    Quando vivremo in una città in cui per fare 2 km in automobile non ci si mettono 20 minuti ed in cui la gente non parcheggia sui marciapiedi potremo cominciare a rivedere questa nostra idea. Per il momento, morte alle auto.

  3. Che bel ragionamento…… sai chi ci rimette grazie ai vostri Sì ….i poveretti che abitano in periferia mica i residenti delle zone ecopass…chi si fa il culo a lavoro e si può permettere una casa in periferia……complimenti…….ma Voi li prendete gli autobus???? Io prendo mezzi che hanno la preferenziale e non passano mai comunque, perchè abbiamo un’azienda trasporti indecente……invece di parlare pensate alle conseguenze che vanno sempre a discapito dei più deboli……chiudo qua ogni riflessione a riguardo

  4. beh alla fine sarete contenti che han raggiunto il quorum.. e che han vinto i si!
    Un pò di ottimismo almeno oggi no?
    Quorum sui referendum nazionali e cittadini con netta vittoria… Fine Critiche ok?😀

    @luca io abito a Bologna, e la situazione è uguale. Ma non mi sembra ci voglia molto per capire un’equazione stupida e semplice: Meno macchine = Meno traffico = autobus più puntuali… Anche perchè tra i quesiti c’è la richiesta di potenziare i servizi pubblici. chiaramente non è così completamente matematico.. però il ragionamento fila.
    Milano non sarà mai come le altre città europee fino a quando non abolisce le auto dal centro.

  5. @Luca

    Noi non abbiamo una macchina perchè dove abitiamo non c’è posto dove metterla. Molto semplice.
    E non c’è posto dove metterla perchè una quantità spropositata di persone che non abita nella zona in cui abitiamo viene a parcheggiarla li per andare al lavoro o per uscire la sera. In tutto questo la stessa zona è compresa tra due fermate della metropolitana situate a metri 500 l’una dall’altra. Ciò significa che negli stessi esatti luoghi si potrebbe perfettamente arrivare con i mezzi pubblici, lasciando l’auto presso una fermata periferica dotata di parcheggio.
    Ad ogni modo, il fatto che ci siano troppe macchine è semplicemente un dato di fatto.
    E’ un garbuglio da districare: come dice Bione, con la diminuzione del traffico l’efficienza dei mezzi pubblici migliora.
    Continuare ad incastrarsi tutte le mattine tutti allegramente in centro città ti pare una soluzione migliore?

  6. Ragazzi io abito in periferia e non ho un mezzo funzionante nei paraggi andrei volentieri alla fermata di Bisceglie a lasciare la macchina peccato che il posteggio gratuito sia sempre esaurito in ogni suo posto e che l’alternativa nei paraggi sia quella di girare un’ora per un posto nelle vicinanze o di pagare ogni giorno il parcheggio…..consideriamo che la maggior parte dei parcheggi delle fermate non sono assolutamente adeguati…..quelli che abitano in centro ricordo che essendo residenti non pagano assolutamente niente……che sistema è quello di far pagare i meno abbienti????? Questa è la vera domanda da porvi????? Mettiamo le tasse più pesanti a sull’acquisto delle macchine a seconda della cilindrata….allora avrebbe senso….sono contento di ascoltare i Vostri pareri perchè comunque la discussione sta all base di tutto però non penso di aver totalmente torto….io mi sento fregato dalla precedente amministrazione spero vivamente che stavolta se si cambia lo si faccia nelle giuste modalità

  7. Luca comprendiamo le tue ragioni e compito di una giunta competente è proprio quello di riuscire a conciliare le esigenze di innovazione con quella di riduzione delle esternalità negative delle proprie politche.
    Ben consci dei problemi esistenti, tuttavia, non possiamo che apprezzare maggiormente chi intenda affrontare i problemi a vantaggio della collettività, piuttosto di chi millanti soluzioni in grado di accontentare TUTTI nella loro individualità.
    Bisogna trovare delle soluzioni per chi vive problemi come il tuo, è fuor di dubbio.
    Ma crediamo concorderai sul fatto che la decongestione del traffico cittadino è un obbiettivo imprescindibile per un vivere migliore per tutti gli abitanti di milano.

  8. Assolutamente si è un problema il traffico è una cosa oggettiva questa….io vado con i mezzi se mi è possibile ma questi devono migliorare a partire dai treni che sembrano i carri bestiame al mattino….voglio solo una città funzionale e che sia la città di tutti e non solo di alcuni….Son sempre ben contento di scambiare opinioni con tutti ancor di più con chi ha una visione diversa da quella che è la mia.

  9. Giusto per fare un esempio sulla falsariga di Luca qua sopra,
    io abito a 30 (precisi) Km a est di Milano, e per 3 anni ho fatto il tragitto casa-Bovisa.
    Durata del viaggio con i mezzi pubblici: 2 ore e 30. Durata del viaggio in macchina, evitando l’orario di punta: 40 minuti.

    La durata di 2 ore e 30 era data da: tragitto casa-metropolitana di Gessate in bus (con autobus extraurbani, quindi con orari e tragitti ridicoli) o, come Luca, tragitto in auto fino alla metropolitana, imbottigliati nel traffico per poi dover trovare parcheggio in quell’area selvaggia; quindi Gessate-Cadorna in metropolitana (40 minuti se non ricordo male), che definire una metro è un complimento, andrebbe definito CARRO BESTIAME; quindi Cadorna-Bovisa in treno, più 5 minuti di tragitto finale a piedi.

    L’anno successivo mi sono trasferita a Milano e per 360 modici euro mensili ho evitato questo allucinante tran-tran quotidiano, e ho vissuto felice con il trasporto urbano di Milano che, a parere mio, non funziona affatto male come dicono.

    Le auto e il traffico sono il problema di Milano ma non c’è una reale alternativa nel trasporto pubblico per come è attualmente. Il quale in periferia è un sistema in collasso che non potrebbe sopportare assolutamente un numero di persone in più pari a quelle che al momento usano l’auto.
    Ben vengano politiche illuminate ma che allora siano serie, strutturate e a 360°. Non si può mettere l’Ecopass, nel contempo aumentare le tariffe dei treni e dei trasporti, e rendere la vita ai pendolari ancora più impossibile, senza prevedere soluzioni complessive.

    Senza contare poi tutti quei professionisti che magari non lavorano come tutti 8 ore in un posto, ma arrivano dalla periferia, hanno un appuntamento magari a Milano, subito dopo un altro a Bergamo o dio sa dove ecc…per queste persone sarebbe impensabile usufruire del trasporto pubblico, troppo troppo lento e dispendioso di tempo rispetto all’uso dell’auto.

    Comunque sono molto felice siano passati tutti i quesiti, è già un piccolo passo avanti. Speriamo che queste amministrazioni, pur se molto poco illuminate, riescano a portarli avanti.

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