G+, Microsoft e le persone di merda

E’ di un paio di settimane fa la notizia del lancio, da parte della big G, dell’ennesimo servizio di social networking per i propri utenti.

Dopo il fallimento Buzz, Google ci riprova con G+.

Del perché i ragazzi di Mountain View siano tanto interessati a permettervi di dire a tutti che siete in an open relationship ne parlammo già qui, con la solita lungimiranza che ci contraddistingue.

Quello che cambia, oggi ed innanzitutto, a distanza di oltre un anno, è il coefficiente di penetrazione – per così dire – di cui il mondo Google pare godere sempre più grazie ad Android.

Come ampiamente previsto da numerosi analisti di mercato, infatti, proprio Google è riuscita nell’impresa di scalzare Apple dal primo posto della classifica di diffusione dei sistemi operativi per dispositivi mobili.

Ora, se, come pare, le attivazioni di cellulari con a bordo l’OS marchiato Google si aggirano sulle 500.000 al giorno – contro le circa 275.000 di iOS di Apple –, è comprensibile che le probabilità di divenire realmente competitivi sul mercato dei social network siano oggi notevolmente più consistenti di quanto non fossero fino a poco tempo addietro.

Detto questo, G+ convince certamente più di quanto non avessero fatto gli esperimenti passati, ma pare mancare ancora di quel qualcosa che potrebbe, a nostro avviso, spingere effettivamente centinaia di milioni di persone a traslocare armi e bagagli dalla calda e accogliente casa Zuckerberg alle asettiche e bianche pagine di Google.

Organicità è la parola attorno a cui ruota tutta la partita: la capacità di fornire agli utenti un servizio pensato come un solo strumento in grado di permettere la gestione unitaria dei molteplici profili e delle svariate sfaccettature che le nostre vite virtuali hanno assunto nel corso degli ultimi anni. Social networking, messaggistica istantanea, posta, videochiamata, feed reader, calendario, questi in ordine sparso alcuni degli elementi che, se resi effettivamente ed efficacemente interconnessi in un’unica pratica piattaforma, daranno un decisivo contributo all’attribuzione della prossima partita giocata sul campo del web.

G+ attualmente manca di questo: riprende concetti già visti in altri social network, li ripropone con grafiche semplificate – e forse non così immediate per alcuni – e con un livello di integrazione minimo con (soltanto alcuni degli) altri servizi già offerti da Google.

Bisogna fare di più, bisogna che il concetto di circolarità, tanto caro al nuovo servizio, sappia esprimersi anche attraverso tutti gli altri strumenti posti nelle mani degli utenti. Ognuno degli elementi di cui prima abbiamo fatto menzione devono essere concepiti come vasi comunicanti di uno stesso ambiente virtuale: non più come compartimenti stagni ma un tutt’uno, come il risultato dell’insieme di pezzi di uno stesso puzzle.

E se proprio questa pare essere la strada che tutte le più grandi aziende vogliono intraprendere, con una certa curiosità si rinviene, in questi mesi, la tendenza ad una sostanziale omogeinizzazione dei prodotti offerti da parte dei principali attori del mercato, pur se appartenenti ed operanti su branche e versanti originariamente assai differenti tra loro.

Chi fino ad ora ha lavorato unicamente on-line sembra, così, stare razziando a piene mani ciò che di buono le software house “tradizionali” hanno saputo partorire sino ad oggi: ecco, dunque,  la diffusione di servizi come Google Docs, o come il cloud computing.

Analogamente, d’altro canto, chi sino ad ora ha lavorato quasi esclusivamente su software operanti off-line sta oggi cercando di creare prodotti in grado di sfruttare tutto quanto di buono il web è in grado di produrre dal punto di vista commerciale, tentando di portarlo su piattaforme o sistemi operativi tradizionali e che col web si relazionino, ma del quale essi sappiano proporre, in una forma unitaria, tutto ciò di cui si possa necessitare.

E’ il caso di Microsoft, che, proprio al fine di addivenire ad un sistema in grado di integrare perfettamente ognuno degli strumenti – social network compresi – che quotidianamente vengono utilizzati dalla stragrande maggioranza di persone nel mondo, facendo proprie numerose e valide (quanto infruttuose) idee già viste in precedenza, sta lentamente muovendosi per riuscire a proporre, nel giro di qualche anno, un unico sistema operativo in grado di lavorare su smartphone, tablet e pc e appunto permettere di usufruire, per il suo tramite, di tutti quei servizi che chiunque possa voler utilizzare.

Se Windows Mobile 7, accolto con tiepida noncuranza dal mercato della telefonia, propone, già oggi, una piattaforma in grado di integrare posta, calendari, contatti, Facebook, Windows Live Messenger, e – dal prossimo aggiornamento – anche Twitter e Linkedin, l’idea di Microsoft sembrerebbe essere quella di arrivare, nel giro di un paio di generazioni, ad un sistema operativo in grado di essere completamente fungibile nella sua versione mobile e desktop, così da permettere una totale interoperatività tra i mondi “fisso” e “portatile”.

Sempre in quest’ottica va visto, da un lato l’acquisto di Skype e, dall’altro, l’accordo sottoscritto tra quest’ultima e Facebook – di cui l’azienda di Bill Gates è uno dei principali azionisti – al fine di proporre agli utenti del social network la possibilità di effettuare video chiamate e, in un prossimo futuro, immaginiamo, anche utilizzare il servizio voip offerto dalla prima.

Se a tutto ciò si aggiunge l’enorme galassia Windows Live, Hotmail compreso, oltre al servizio di colud computing denominato Sky Drive (offerto gratuitamente da Microsoft già da alcuni mesi), pare di poter scorgere un insieme di servizi davvero notevole e che attende solo di essere ben integrato e compattato, prima di essere offerto ai consumatori con la potenziale capacità di coprire pressoché qualsiasi domanda possibile possa provenire dal mercato.

E se la compenetrazione tra sistemi operativi e software tradizionali da un lato, e web/servizi on line dall’altro, dovesse effettivamente svilupparsi nella direzione appena delineata, ancor più interessante è rilevare che ciò potrebbe provocare uno sconquassamento nel mercato, rendendo, di fatto, assolutamente irrilevante l’iscrizione all’uno piuttosto che all’altro social network.

Essere iscritti a G+, a Facebook o a quel diamine che volete, potrebbe così perdere di rilevanza, in futuro, atteso che ognuno di noi accederà al proprio eco-sistema sociale on line attraverso un unico portale, in grado di gestire contemporaneamente tutti i “flussi” di tutti i social di cui si sia parte.

Se, come già detto in passato, ciò che interessa alle aziende è la possibilità di raccogliere informazioni sugli utenti, in modo da poterle rivendere per scopi commerciali, nel momento in cui la gestione dei contenuti dovesse in qualche maniera essere filtrata dall’utilizzo di un unico strumento software (on o off-line che sia), è evidente che l’iscrizione all’uno o all’altro social network passerebbe assolutamente in secondo piano, posta la capacità di carpire informazioni utili che questi software in primis (è facile immaginare) possiederebbero.

Il corollario di tutto ciò è che, se pensate, oggi, che abbandonare Facebook sia la scelta giusta per smettere di avere a che fare con i vostri peggio conoscenti, sappiate che in futuro la questione potrebbe non dipendere più dal “luogo” che decidete di frequentare on-line, ma proprio dal fatto che conoscete persone di merda.

Update

Ah, oh, se nei prossimi 30 giorni cercate di contattarci sulla nostra mail be’ potrebbe esserci un problema:

stavamo cercando di accedere a G+ con la mail del blog, ma giù a Mountain View non vedono di buon occhio chi tenti di fruire dei loro servizi e sia nato nel 2009.

Non si può neanche scherzare.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...