CROCIERA A.D. 2012

Di tutta questa tragedia a cui abbiamo assistito nelle ultime ore, un interrgoativo si pone ai nostri occhi in maniera più evidente, fra tutti: sul pianeta Terra, nell’anno del Signore 2012, è ancora possibile fare (pensare di fare) una crociera, come fino ad ora l’abbiamo concepita?

E’ ancora possibile decidere di costruire 10 palazzi di cinque piani, metterli uno a fianco all’altro, attaccarci un motore enorme e pensare di portarci in giro un numero di persone pari a quelle che possono abitare in una frazione – neanche tanto piccola – della provincia italiana, ritenendo sia un qualcosa di perfettamente normale e, soprattutto, opportuno?

A noi, francamente, qualche dubbio era sorto proprio poche settimana fa, in occasione di un soggiorno veneziano: vedere navi di quelle dimensioni, a pochi metri da una delle città più incredibilmente uniche ed al contempo fragili del mondo, ci era sembrato difficilmente comprensibile.

L’impressione, come già detto in altre occasioni per altri fatti dell’attualità, è che anche il naufragio del Concordia sia, in una qualche maniera, segno di un tempo che sta mutando, testimonianza di una frattura tra un mondo in cui fondamentalmente tutto era ritenuto possibile, ammissibile, comprensibile, ed un altro in cui, semplicemente, certe cose non si possono più fare.

Sul piantea Terra, nell’anno del Signore 2012, con interi arcipelaghi ad un passo dall’essere sommersi a causa del riscaldamento globale, con una guerra (economia) mondiale in corso, con la sempre più preponderante centralità delle tematiche connesse al risparmio energetico nella pianificazione della vita futura del mondo occidentale, andare in giro su di un attrezzo grande come un isolato, perchè è bello, non è cosa buona e giusta, ci pare.

Se poi a guidarlo è il protagonista di uno sketch de La Smorfiamo’, mo’, mo’ ritorno sulla nave – che con il braccio fuori dal finestrino cerca pure parcheggiare in centro, be’ la cosa diventa ancora meno buona.

Non si può, non si può più.

Fatevene una ragione, compratevi una barca a vela, statevene a casa vostra.

Pensate anche agli altri, ogni tanto, cazzo.

5 thoughts on “CROCIERA A.D. 2012

  1. Tutto ok fino al “compratevi una barca a vela”. Il solito tocco radical-chic. Dillo alla sciura Maria che risparmia per anni per permettersi la crociera. Non tutti si possono permettere di fare gli avventurieri ecologisti o i “turisti etici”…

  2. nina
    gennaio 17, 2012 alle 4:55 pm

    Tutto ok fino al “compratevi una barca a vela”. Il solito tocco radical-chic. Dillo alla sciura Maria che risparmia per anni per permettersi la crociera. Non tutti si possono permettere di fare gli avventurieri ecologisti o i “turisti etici”…

    Eh, certo… siamo tutti radical chic appena ci permettiamo di ritenere che il progresso non significa 7 giorni da signori in una vita di miseria. La dovete smettere di dare dello snob a chi vorrebbe un mondo più sano, meno volgare, meno intasato.

    La sciura Maria se le crociere passano di moda troverà un modo migliore di buttare la pensione. Magari un modo utile. Magari proverà finalmente a vivere la propria vita e non prendere in affitto la vita degli altri… Certo, a chi benpensa come la nina piace rinchiudere in scatoline stagne la società. E ai poveracci gli diamo panem e circensem. Li facciamo trascorrere l’esistenza a pagare banche, i week end al centrocommerciale, le ferie sul barcone ad abbuffarsi.

    E guai a dire che fanno una vita di merda, guai solo a pensare di toglier quella misera illusione di essere ricchi per una settimana. Si passa da radical chic. Crociere, centri commerciali, villaggi vacanze… eccetera.

    Volete navigare? Vi prendete il barchino e remate un pomeriggio. E bona. Non è necessario sfasciare l’universo con questi quartieri galleggianti. Tutti i rifiuti, lammerda, i liquami, lo sbocco, la piscia, il catrame, il gasolio. Dove vanno a finire?

    Per mandare la sciura maria in gita perché poi possa morire contenta e possa esibire in punto di morte la foto con il cigno di frutta e ghiaccio, i benpensanti dell’omologazione sono pronti ad immolarsi.

    Volete far felici i popolani? Invece di rinchiuderli sul barcone, portateli a teatro, al cinema, leggete loro un libro, accompagnateli ad un concerto. Le navi da crociera di massa non hanno senso.

    E voglio che ciò si possa dire senza incappare nei moralizzatori e in chi coltiva i poveri sogni di povera gente. Sono snob, sono radical chic. Embè? Ma sarebbe bello che la povera gente non venisse rinchiusa nel circo dell’ignoranza. No?

  3. @Nina

    Mah..quando la frase “compratevi una barca a vela” è stata scritta, l’idea era più quella di una barchetta usata con cui farsi un giro sul Lago di Garda nel tempo libero. Roba che con meno di 10.000 Euro la porti via. Praticamente come la spesa di una famiglia per una vacanza di una settimana in crociera.
    Quanto alla sciura Maria che sogna la vacanza in crociera, è esattamente ciò a cui si faceva riferimento quando si parlava di un mondo che non può più eistere.
    La sciura Maria è cresciuta in un periodo in cui le crociere si potevano fare, o quanto meno non ci si poneva alcun problema al riguardo.
    La sciura Maria va presa, messa a sedere e le va spiegato che se ha a cuore il benessere dei suoi nipoti è meglio che ripieghi su qualcosa di meno invasivo, per l’ambiente e per le popolazioni che abitano le località che intende visitare.
    La sciura Maria non è stupida, è solo che nessuno glielo ha mai fatto pensare.

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