Le parole sono importanti – Perplimere

Il verbo perplimere significa “essere perplesso” o “rendere perplesso”, ed è entrato nella nostra lingua in un passato recente, ma con un percorso particolare che ne ha limitato l’ambito d’uso e che ne ha pertanto impedito, almeno per ora, l’ingresso nei vocabolari di lingua italiana (nei quali non è attualmente registrato).

L’impiego del verbo perplimere è dovuto alla prosa creativa del comico Corrado Guzzanti, che lo ha lanciato nei primissimi anni Novanta, nella trasmissione televisiva “Avanzi”. La parola venne inserita in uno dei dialoghi fra il personaggio Rokko Smitherson e Serena Dandini, ed ebbe talmente successo che fu più volte riutilizzata nella trasmissione, con ricchi esempi nella coniugazione (perplimere, perplimo, perplimete, perplèi, perplime[re]) e nelle varianti (perplerre).

Molte furono le parole inventate da Rokko Smitherson (regista romano di “filmaggi de’ paura”), un personaggio che basava la sua comicità satirica proprio sui giochi di parole e su neoconiazioni allusive (sospensionismo, su astensionismo; antiproibizionale, su antiproibizionista; sopravvolare, su sorvolare; cartone animale, su cartoneanimato; psicoanale, su psicoanalista; ecc.). Fra le molte innovazioni linguistiche perplimere attecchì più facilmente nella lingua comune a causa della sua perfetta adeguatezza morfologica, che tra l’altro colma anche una lacuna lessicale della nostra lingua: il verbo è infatti spontaneamente riconducibile dai parlanti italiani al participio passato perplesso (sulla base di verbi come comprimere / compresso; sopprimere / soppresso, ecc.); e del resto manca in italiano un verbo che renda in modo sintetico l’azione dell’essere o del rendere perplessi, per cui il neologismo si incunea perfettamente nel nostro sistema linguistico.

Probabilmente per questa sua funzionalità nel coprire un vuoto morfologico e semantico (che l’italiano eredita dal latino), sulla scia della trasmissione la parola ebbe una notevole e crescente  fortuna, seppure in contesti informali e per lo più in accezione ironica; e, del resto, nonostante l’origine peculiare, perplimere ha resistito a lungo nella nostra lingua, tanto che recentemente se ne è persa anche la sfumatura ironica, come emerge dai quesiti e dalle segnalazioni di neologismo giunti alla nostra redazione.

Effettuando una ricerca su Internet con i consueti motori di ricerca, si rileva che la parola è comparsa in alcuni dizionari amatoriali, ed è spesso presente nei messaggi di vari gruppi di discussione, tra l’altro con forti oscillazioni tra chi sostiene che il verbo non esiste e chi invece ne dà per scontata l’assimilazione nel repertorio dell’italiano e lo usa per spiegare altri fenomeni linguistici. A questo proposito, e per rispondere a chi ci domanda come si possa fare entrare il verbo perplimere nei vocabolari, va ricordato che la grammatica e la lessicografia registrano, raccolgono, spiegano e inseriscono in un sistema organico fenomeni che hanno raggiunto una certa rilevanza nella lingua: perplimere nasce certamente come parola effimera, ma la sua tenace persistenza la rende linguisticamente interessante; per cui non se ne può negare, come fanno alcuni, l’esistenza, ma se sia o meno destinata ad entrare nei vocabolari è una riposta che può essere data soltanto dalla continuità e dall’ampiezza della sua diffusione nei prossimi anni.

A cura di Marco Biffi
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca

No, niente è che ne parlavamo l’altro giorno coi ragazzi giù all’Accademia.

E, insomma, tutto questo è semplicemente fantastico e ci tenevamo a condividerlo con voi, nell’attesa che, dopo il Porcellum, qualcuno proponga finalmente lo sproporzionale.

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Sónar 2010 report #2 – The Sugar Hill Gang

In questa estate, in cui l’unica cosa che pare accadre è la pubblicazione di video incredibilmente imbarazzanti (per chi li produce e per chi li guarda),

non ci resta che parlare ancora del nostro Sónar – in attesa del tempo di recuperare le stampe della usa e getta con cui abbiamo scattato qualche foto laggiù e, magari, mostrarvele.

Questa volta è per farvi vedere un pezzettino della esibizione della Sugar Hill Gang, che abbiamo avuto la fortuna di ammirare nel corso della prima serata al festival.

Divertimento puro e semplice.

E vi possiamo assicurare che abbiamo assistito al risveglio di qualche migliaia di zombie danzanti, quando questi (ex)ragazzi sono saliti sul palco.

Cosa ci siamo persi per strada negli ultimi trent’anni?

Mentre assistevamo alla noiosissima esibizione di Matthew Herbert – una gigantesca masturbazione mentale, il suo live set – non abbiamo potuto fare a meno di domandarcelo.

Fermatelo.

Immagine del giorno – Video del giorno – Sunset Space Shuttle Discovery launching as seen from 12,500-feet

Lo sapete che siamo dei romanticoni.

Noi non c’eravamo quando l’uomo è sbarcato sulla Luna, ma abbiamo visto quella scena tante volte alla tele e poi abbiamo visto Apollo 13.

Giù allo Skydive Sebastian, in Florida, Scotty Burns, Jeff Nebelkopf ed i ragazzi hanno pensato di lanciarsi col paracadute proprio all’ora della partenza di uno degli ultimi Space Shuttle in circolazione.

Si tratta del lancio del 15 marzo 2009.

Per inciso, nel corso dello stesso lancio, qualcuno sostiene venne avvistato un grande e grosso oggetto volante non identificato.

Noi odiamo alzarci presto, il freddo e soffriamo di vertigini, per questo siamo grati ai ragazzi per questo scatto e per queste riprese.

Video del giorno – Toyota Iq font Making of

Non ho mai capito tutto l’interesse e la passione che gravitano intorno al mondo dei/delle font.

Ciò non impedisce che io possa specularci sopra.

Anche Toyota l’ha fatto.

Pleaseletmedesign ha, infatti, ideato una font realizzata interamente utilizzando una Toyota Iq come…penna.

Non succede un cazzo in questi giorni, quindi vi beccate sta roba vecchia.